Le lavoratrici e i lavoratori delle sedi torinesi delle aziende di call center aderenti ad Assocontact ONE OS, CCONE, COLLIGO, INGO, TECNOCALL hanno partecipato numerosi alle assemblee sindacali indette da SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL per discutere della scelta scellerata delle loro aziende di disdire il CCNL Telecomunicazioni per approdare ad un contratto che, se davvero venisse applicato, vedrebbe un taglio pesantissimo di diritti e salario per migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Diverse aziende hanno già confermato la loro intenzione di applicare il CCNL per i call center firmato da Anpit, Assocontact e Cisal firmato il 4 dicembre.
Pesanti riduzioni nel pagamento della malattia, nella quantità di permessi, formazioni fuori dal proprio orario di lavoro, controllo individuale della prestazione, eliminazione degli scatti di anzianità, aumenti inferiori a 50 euro in un triennio a fronte della pesantissima inflazione registrata negli ultimi anni che verrebbero comunque assorbiti, del tutto o in parte, per i lavoratori già assunti e totale smantellamento della clausola sociale nei cambi di appalto.
Tutto ciò sta avvenendo nel silenzio totale dei committenti che appaltano i loro servizi a queste aziende. Banche, assicurazioni, aziende dell’energia e dell’e-commerce che, pur avendo aumentato a dismisura i loro profitti negli ultimi anni, continuano ad applicare tariffe inadeguate e a scegliere come criterio di assegnazione delle commesse il prezzo più basso fornendo un alibi perfetto a queste aziende che hanno, come unica e reale strategia industriale il taglio dei salari e dei diritti dei lavoratori.
BIPER, BANCA SELLA, SANTANDER, METLIFE, UNIPOL, IRETI, AGOS, sono e devono sentirsi responsabili di ciò che avviene nelle aziende che per loro conto gestiscono i servizi e delle lavoratrici e lavoratori che curano i loro clienti con dedizione e professionalità.
Forte la richiesta presentata nel corso delle assemblee dai lavoratori affinchè le Organizzazioni Sindacali, SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL, attivino tutte i percorsi di azione e mobilitazione per fermare questo scempio.
Non ci fermeremo! Attiveremo tutti i canali e i mezzi di lotta possibili per tutelare i diritti dei lavoratori dei call center oltre allo sciopero nazionale già previsto per i primi giorni di gennaio.
Le Segreterie regionali
SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL