Si vota su lavoro e cittadinanza: dopo la bocciatura del quesito sull'autonomia differenziata, vengono approvati invece quelli sui temi di cittadinanza, Jobs Act, indennità di licenziamento nelle piccole imprese, contratti a termine e responsabilità solidale del committente negli appalti. 

I cittadini e le cittadine italiane saranno chiamate alle urne in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno 2025, per esprimersi sui quattro quesiti lavoristici e su quello sulla cittadinanza.

I quesiti, spiega ancora la Corte, “non rientrano in alcuna delle ipotesi per le quali l’ordinamento costituzionale esclude il ricorso all'istituto referendario”. Sono quindi ammissibili.

I QUESITI AMMISSIBILI

Nel dettaglio, nel primo si chiede l’abrogazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti del Jobs Act. Qui si vogliono cancellare le norme sui licenziamenti, che consentono alle imprese di non reintegrare una lavoratrice o un lavoratore licenziato in modo illegittimo nel caso in cui sia stato assunto dopo il 2015.

Il secondo quesito riguarda la cancellazione del tetto all'indennità nei licenziamenti nelle piccole imprese. Obiettivo è innalzare le tutele per chi lavora in aziende con meno di quindici dipendenti, cancellando il limite massimo di sei mensilità all'indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato.

Il terzo punta all’eliminazione di alcune norme sull'utilizzo dei contratti a termine. Il quarto quesito riguarda l’esclusione della responsabilità solidale di committente, appaltante e subappaltante negli infortuni sul lavoro. Si vogliono eliminare le misure che impediscono, in caso di infortunio sul lavoro negli appalti, di estendere la responsabilità all’impresa appaltante.

Il quinto quesito è quello sulla cittadinanza e punta al dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario ai fini della presentazione della domanda di concessione della cittadinanza da parte dei maggiorenni. Su questi nodi si andrà alle urne in primavera.

Ne ha parlato così il Segretario Generale Maurizio Landini: “Si apre una grande stagione di partecipazione che metterà al centro le persone e le loro libertà sul lavoro e nella vita”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini secondo cui “bisogna porre fine alla precarietà, alle morti sul lavoro, ai licenziamenti ingiusti, occorre dare cittadinanza a migliaia di italiani. Per queste ragioni la Cgil inviterà tutti i cittadini a votare sì a tutti e cinque i quesiti”. 

“Per riguarda il quesito sull’autonomia differenziata, in attesa di conoscere le ragioni dell’inammissibilità – aggiunge il leader della Cgil – ribadiamo la nostra convinta contrarietà alla legge. Per queste ragioni, in accordo con tutti i soggetti promotori con i quali abbiamo raccolto le firme per il quesito, metteremo in campo nel Paese tutte le iniziative necessarie per chiedere al Parlamento l’abrogazione della legge Calderoli”.

“Ci auguriamo che al più presto venga definita la data della consultazione referendaria per consentire – conclude Landini – il giusto svolgimento di una campagna elettorale che dia voce alle diverse posizioni sui quesiti”.