Nella mattinata di oggi, la CGIL Torino e la CGIL Piemonte sono state ricevute dal Prefetto di Torino al fine di partecipare alla presentazione pubblica del protocollo in materia di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

A seguito dell’iniziativa, come organizzazioni sindacali abbiamo necessità di far emergere perplessità e contrarietà rispetto al progetto. Il protocollo presentato, infatti, non aggiunge purtroppo nulla di nuovo a quanto di già esistente. 

Questo protocollo peraltro non risponde alla richiesta avanzata dalle OOSS di Torino di costituzione di una rete territoriale che veda protagoniste le istituzioni tutte e i sindacati insieme ai centri antiviolenza per individuare azioni concrete.  

Manca ancora una riflessione e un investimento affinché l’educazione alla sessualità e alle relazioni diventi una realtà, mancano strumenti e finanziamenti aggiuntivi per il pieno funzionamento delle reti territoriali contro la violenza e le case rifugio e per l’attivazione dei consultori come punti di ascolto e intervento pubblici per le donne vittime di molestie e/o violenza.

Non solo: facciamo fatica a capire concretamente in che modo si possa parlare di capillarità delle iniziative quando si esclude dal Gruppo di Lavoro Regionale il sindacato confederale che rappresenta le donne lavoratrici e che dispone di una rete di RSU/RLS che sono sentinelle sul territorio e nei luoghi di lavoro. Questo nodo di passaggio è importante perché le donne vittime di violenza spesso sono lavoratrici che possono trovare un primo supporto e appoggio nella RSU/RLS presenti nei luoghi di lavoro che possono svolgere un’azione efficace di supporto e informazione in raccordo con la rete.

Questo mancato coinvolgimento viene perpetrato, nonostante da anni continuiamo a chiedere alla Regione Piemonte di prevedere la presenza delle OOSS al Tavolo di Coordinamento Regionale dei Centri Antiviolenza e del Centro esperto Sanitario, senza riscontro.

Se la violenza di genere si contrasta con azioni capillari, abbiamo bisogno di attivare tutte le potenzialità e le competenze di chi è presente sul territorio e nei luoghi di lavoro. Il metodo che si sta utilizzando negli ultimi anni e che è stato nuovamente confermato dall’incontro di questa mattina, non va verso questa direzione.

Non aderiremo al protocollo come ci è stato suggerito ma chiederemo un incontro al Prefetto per spiegare perché le Organizzazioni Sindacali dovrebbero essere parte del Gruppo di Lavoro Regionale di cui all'art. 2 e per chiedere che il coinvolgimento previsto a livello provinciale dall'art. 4 acquisisca carattere concreto coinvolgendo le strutture sindacali competenti.

7 marzo 

CGIL Torino e Piemonte